16 marzo 2012

L'imprenditore farlocco: figure professionali della contemporaneità


Giorgio Mendella inquartato dall'età. Quando penso al prototipo di imprenditore delinquente mi viene in mente  per primo sempre il suo nome. Mi ricordo ancora le sue televendite appassionate delle multiproprietà sul mar Nero e i racconti sensazionali delle convention all'americana che faceva a Viareggio. Ah, i mitici Anni Ottanta... 
Disclaimer a quanto pare necessario. Questo post non parla di Giorgio Mendella, ma di un altro imprenditore fiorentino che ho conosciuto personalmente e con cui ho collaborato l'anno scorso. La foto l'ho scelta solo per motivi nostalgici e - ripeto - non fa riferimento al contenuto del post che infatti racconta altre cose (basta leggerlo). 

L'imprenditore farlocco è una razza in espansione, mi dicono i più informati. E in effetti io mi ci imbatto sempre. Non capisco il perché io c'abbia 'sto karma fastidioso. L'imprenditore farlocco lo riconosci perché non ha un'azienda "fisica", né un indirizzo chiaro, ma si appoggia all'ufficio di un suo vecchio amico di infanzia che ha intortato non si sa come, e quello c'è cascato come una pera cotta. «Mal voluto unnè mai troppo,» dicevano gli anziani in campagna. E infatti. L'imprenditore farlocco si installa nell'ufficio dell'imprenditore bischero, senza una riga di contratto perché siamo tutti amici e faremo grandi cose, invadendo a poco a poco tutto lo spazio e stravolgendone l'impostazione. L'imprenditore farlocco c'ha le manie di grandezza, comincia ad acquistare di tutto, senza porsi il problema del pagare. Si permette pure una scultura post-contemporanea orrenda, presa sicuramente su Telemarket: un grumo di cemento avvolto da un neon tristissimo che si accende e fa una luce funerea. Chiama un elettricista per fare l'installazione dell'opera e fissarla tramite dei perni nel muro in modo che non caschi all'improvviso, uccidendo qualcuno dei lavoratori al nero che ha "assunto" tra mille promesse e un milione di cazzate. L'imprenditore farlocco non paga nulla, l'elettricista torna in ufficio più volte, sempre più minaccioso, prendendosela con l'imprenditore bischero perché il lavoro non gli è stato pagato. L'imprenditore farlocco si eclissa per giornate intere, dicono abbia il problema del bere o della cocaina. Tutti sperano che qualche spacciatore gli faccia un culo così ma questo per adesso non è successo. Ma continuiamo a sperare. L'imprenditore farlocco cavalca il trend del momento: delocalizza in Tunisia assumendo laggiù personale incompetente e mandandoci personale dall'Italia ancor più incompetente - anzi, proprio ai limiti della demenza - e così va tutto allo scatafascio sul nascere. Arrivano le denunce, ovvio. Perdo di vista l'imprenditore farlocco all'improvviso, appena mi rendo conto che l'ultima fattura non mi è stata pagata e non voglio aumentare i crediti nei suoi confronti, ché l'avvocato costa e sono pratiche infinite, ecc. ecc.
Un giorno camminando per il centro incontro l'imprenditore bischero. Mi conosce appena ma si sfoga subito, raccontandomi che non ha mai ricevuto un euro di affitto né di rimborso spese dall'imprenditore farlocco che naturalmente continua a farsi i cazzi suoi e si crede davvero il gemello spirituale di Steve Jobs, anche se tutta la sua attività consiste in uno shop online, creato su piattaforma opensource, dove tenta di vendere scarti di magazzino a prezzi scandalosi. L'imprenditore bischero mi racconta che hanno avuto gli ispettori del lavoro a fare un controllo all'acqua di rose e che arrivano continuamente in ditta creditori e gente fregata nei modi più variegati o che avanza dei soldi e spesso se la prende con l'imprenditore bischero. Ripeto: mal voluto unnè mai troppo. Io suggerisco prontamente all'imprenditore bischero di mandarlo affanculo. Lui annuisce triste e mi dice che sono una brava ragazza, mi offre un caffè perché ha voglia di sfogarsi un altro po'. Quando ci salutiamo ha le lacrime agli occhi. A me invece scappa da ridere perché ci sono in giro personaggi così. E rimangono sempre a galla.

14 commenti:

  1. Mendella, cosa mi hai fatto ricordare!!! Rete Mia!!!!
    Mauro

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  2. Io me le ricordo ancora le sue televendite delle multiproprietà. E i miei genitori affascinati che ne discutevano... Altri tempi, una vita fa. Meno male, in un certo senso.

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  3. Cara Gatta Sorniona, per carità gli imprenditori farlocchi che descrivi esistono eccome, ma non riesco a capire l'accostamento a Giorgio Mendella. Assolto da tutti i capi di imputazione affibbiatigli fuorchè bancarotta (forzosa, essendogli stati congelati i conti correnti dalle autorità), ai tempi dava lavoro a un migliaio di persone, aveva un giro di mille miliardi di lire e non una, ma almeno una decina di sedi fisiche con dipendenti... Su ottomila azionisti, sessanta gli fecero causa! Purtroppo persiste ancora una controinformazione d'acciaio sul personaggio, ma se vi informate bene (c'è un ottimo libro di Riccardo Colao, quasi introvabile, pubblicato con Repubblica e Frigidaire,e altre fonti) forse cambierete idea. Prima che qualcuno me lo chieda: no, non sono Giorgio Mendella. Meno male, visto come lo hanno fatto a pezzi (ingiustamente, e non lo dico io ma le sentenze). Saluti!

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  4. Giulio (l'anonimo di prima)20/03/12, 15:26

    Chiedo perdono, non mi sono presentato. Mi chiamo Giulio, e non ho nessun rapporto di parentela col soggetto della discussione! :)

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  5. Ciao Giulio, quello il tuo commento è interessante, non conosco la vicenda nei dettagli. Io mi sono basata sulla memoria e poi su quello che ho letto su Wikipedia. Comunque questo non è un post su Mendella ma su un tizio molto meno famoso, che dà fregature su internet e che mi deve diversi soldi (e come a me a un bel po' di persone a Firenze e dintorni). Soldi che non rivedrò più anche se il tizio gira in SUV Mercedes e pippa cocaina, oppure soffre di gravi alterazioni dell'umore; in entrambi i casi : insopportabile e anche inutile anche come essere umano...

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  6. Ciao Giulio io sono Irene stavo proprio facendo una ricerca su Giorgio Mendella e confermo che parecchi azionisti pur essendosi rovinati rimangono convinti che Mendella sia stata una vittima.Cercherò il libro ma ti chiedo, se puoi, di darmi qualche altra notizia.Grazie

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  7. Beh rileggerla dopo 20 anni, la storia di Giorgio Mendella andrebbe in gran parte riscritta, ma come si sa, nel paese della superficialita' cio che rimane sono i frammenti di una campagna accusatoria ben architettata.

    Oggi, forse, dinanzi a un simile caso nn credo si possano compiere piu azioni cosi speculative su aziende in difficolta'.
    Il caso Rete Mia e' assurdo.
    Informarsi gente, informarsi !

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  8. Eccomi qua, perdonate il ritardo nella risposta ma non essendo iscritto dovevo tornare a controllare personalmente. Il concetto è semplice: se ai tempi chiedevi un mutuo lo dovevi rimborsare al 25% annuo di interessi, mentre un certificato di deposito rendeva il 10% circa. A Mendella venne in mente di chiedere soldi ai privati pagando loro la stessa cifra che avrebbe pagato alle banche (il 22% annuo). Alle banche non piacque. Al primo passo realmente falso di Mendella, ovvero mettersi in affari con la Romania tentando di fregare le cementizie italiane, iniziò la persecuzione giudiziaria. Tutto quello che fu trovato furono dei clienti registrati in nero dall'87 al '90. Nessun tesoro sottratto, nessuna azienda svuotata. Si diceva che Mendella avesse rubato 500 miliardi, in realtà fu riconosciuto un prelievo di 450 milioni circa negli anni, come rimborso spese (come stipendio insomma). Assolto da tutto, condannato per bancarotta. Forse, ma non sono l'unico a pensarlo, per salvare la faccia almeno un'imputazione dovevano lasciargliela. Scusate il messaggio fiume, passo e chiudo, giuro! E buona giornata :D

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  9. giorgio mendella11/05/12, 22:31

    Buonasera, sono capitato sulla discussione e forse due cose posso dirle anche io. Non so se ero o avrei potuto essere o meno un buon imprenditore ma certamente il termine "farlocco" e la descrizione iniziale non mi riesce di condividerle : Il nostro gruppo aveva (per essere esatti) 758 dipendenti a libro paga, mai una persona ha lavorato da noi un solo giorno "in nero"; gli oltre due miliardi al mese che pagavamo di stipendi sonoo stati pagati sino all'ultimo centesimo a tutti, liquidazione inclusa, e questo venne fatto da noi nonostante ci avessero sequestrato tutto. Avevamo 64 società nessuna delle quali "inutile" e rapporti consolidati con allcuune delle maggiori aziende del mondo. Non eravamo ne dei ladri ne dei pagliacci; forse (o senza forse) io credevo che questo bastesse, non è sttatoo così e non sono stato capace di fare quantoo necessario (o forse non era nel mio dna il fare "quanto necessario" per sopravvivere in questo mondoo a certi livelli). E' esatto che nella realtà le sentenze mi hanno addebitato il "prelievo di 450 milioni di lire circa" (225.000 euro) ed io sono stato condannato per bancarotta ma assoltoo da una altra infinità di capi di imputazione. Forse sarà anche credibile che io abbia creato un gruppo che movimentava circa 3.000 (non 1.000) miliardi complessivi l'anno per "appropriarmi" illecitamente di 450 milioni di lire ... tutto può essere creduto, tutto può essere affermato se si vuole. Io credo che la nostra strada, debitamente corretta e dotata della esperienza che solo il tempo può dare,fosse una strada ragionevole e utilmente percorribile, ma è una mia opinione e lascia il tempo che trova. iL libro "Non vedevamo l'ora" (perdonatemi ma non posso riportare qui 450 pagine) integra molti documenti interesssanti che possonoo aiutare a fare chiarezza su una storia che ha una particolare caratteristica : Quando ne parlano evitano accuratamente di chiamarmi... Ragazzi è stata una cosa atroce e per fermare "me" non c'era bisogno di colpire migliaia di famiglie. Ma è stato fatto ed è stato consentito ed oggi sono milioni le famiglie che soffrono; forse era già allora che il potere andava ricondotto nei suoi giusti limiti. Perdonate la lunghezza, ma considerato che sono 21 anni sono due righe l'anno... Giorgio Mendella

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    Risposte
    1. signor mendella, giorgio, ciao, piacere di conoscerti.
      hai un sito internet? un profilo facebook? un blog?
      in passato hai sbagliato qualcosa ma la tua esperienza è un patrimonio da studiare e da condividere.
      la mia mail è timisioandaniel@tiscali.it
      sono di sesso maschile, eterosessuale, democrarivoluzionario e troppo giovane per aver vissuto la diretta esperienza del 1991!
      scrivimi, mi raccomando!
      saluti stupiti e meravigliati di leggere un tuo commento qua sopra.

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  10. Ragazzi è stata una cosa atroce e per fermare "me" non c'era bisogno di colpire migliaia di famiglie. Ma è stato fatto ed è stato consentito ed oggi sono milioni le famiglie che soffrono; forse era già allora che il potere andava ricondotto nei suoi giusti limiti.

    GIORGIO QUESTE PAROLE LEI DOVREBBE ANDARLE A DIRE IN TELEVISIONE, MA TUTTI I GIORNI !!!!!!!..E PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !

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  11. Sì Giorgio. Devi andare in tv a dirle. O affittarne una per dirlo!
    MM

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  12. guarda caso, stamattina mi si e' aperta questa discussione e ti ritrovo il Giorgio nazionale, nonostante i miei 980 milioni bruciati nel gruppo Intermercato grazie alle leggi Italiane che ci fecero chiudere bloccando una ventina di miliardi liquidi in banca mentre noi per pagare i dipendenti compravamo carta igienica..e vabbe' un caro saluto Giorgio, l'ultima volta che ci siamo sentiti era al Loews di Montecarlo.. ne son passati di anni e il popolo Italico affonda..ehi ti ricordi dei prestiti che facevamo al Berluska alias Craxi..un quarto di secolo..azz

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  13. ehm capisco il fastidio tra il tuo profilo e il post dell'imprenditore farlocco dell'amabile Gatta Sorniona e per capire che non si trattava di una descrizione tua ho dovuto leggere tutti i comments tra cui quello di Gatta Sorniona che precisa trattasi di un imprenditore meno famoso di te..ma lascia sempre un poco di amaro in bocca, nei miei blog quando ho fatto accostamenti che avrebbero potuto trarre in inganno il lettore ho dovuto rettificarli e poi toglierli..bah..

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