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08 settembre 2017

La Lucilla




In ufficio, trovai una tipa seduta alla mia scrivania. Era girata di spalle, magra, i capelli castani con colpi di sole biondi, lunghi fino quasi al sedere.
«Buongiorno» dissi. Guardai Carlotta con aria interrogativa, ma lei era impegnata al telefono e con la mano mi fece cenno di aspettare.
La tipa si voltò. Era una donna sulla cinquantina, molto abbronzata. Aveva un look giovanile: jeans attillati, una camicetta scollata e delle espadrilles con la zeppa altissima, legate alla caviglia e ricoperte di strass.
«Ciao, finalmente ci conosciamo. T'ho preso il posto, lo so che è tuo la mattina» disse sorridendomi.
«Figurati, non ti preoccupare.»
Mi presentai.
«Piacere mio. Io son la Lucilla, vengo a dare una mano a Walter il pomeriggio.»
Partì una bossa nova a tutto volume, Lucilla afferrò il cellulare. Le unghie squadrate, lunghissime e laccate di bianco picchiettarono sul touch screen.
«Pronto? Pronto! Non si sente nulla da qui dentro... e son io, sì... Borgo Soleluna... e capirai... Stasera? Quindici coperti spettacolo compreso? Sì, sì... Quanti vegetariani? Oddio non me lo dire: icchellè, un'epidemia? Ma scherzo, tesoro, non c'è problema...»
Si mise il telefono tra la spalla e l'orecchio, aprì un'agenda e scarabocchiò qualcosa. Poi continuò: «no, stamani Walter non c'è. Figurati, dopo i numeri di ieri sera sarà più di là che di qua, eh, eh... Eh? Un sento nulla aspetta...»
Afferrò un pacchetto di sigarette e uscì nel vicolo parlando a voce più bassa. Sentii che scoppiava a ridere.
Carlotta chiuse la telefonata e si girò verso di me.
«Allora, ne so poco anche io. Amica di Walter. Anzi no, è la compagna di un amico di Walter. Hanno un ristorante-dancing, discoteca, qualcosa del genere. Non so altro, solo che è comparsa all'improvviso.»
«Che ruolo ha?» domandai.
La tipa andava avanti e indietro nel vicolo, ridendo al telefono e fumando con gusto.
«Una cosa come “addetta alla qualità del Made in Italy”. Scusa, volevo dire: “Made in Italy quality manager”, lo sai com'è Walter» precisò Carlotta con voce incolore.
«Cosa? Ma che vuol dire?»
«Sì, qualcosa del genere, una specie di intermediario tra i produttori e noi.»
«Ma scusa Carlotta: hai un personaggio così al pomeriggio e non mi racconti nulla?»
«Veramente con oggi è la seconda volta che la vedo.»



20 agosto 2017

I' Pillola

I' Pillola ha qualche anno in più di me, è un bel ragazzo, "un tòcco di fico", come si dice da queste parti. E i' Pillola è perfettamente consapevole del suo fascino e del suo acendente sulle donne e se lo tira un monte, con quell'aria da bel tenebroso che ora che ha superato abbondantemente i quarant'anni fa anche un po' sorridere.

14 agosto 2017

Ryanair delle 23 e venti, dall'aeroporto di Pisa alla stazione di Firenze: hic sunt leones




Atterrare all'aeroporto di Pisa alle 23:20 in una domenica di agosto significa ritrovarsi in uno scalo deserto da far paura. Di solito il Galilei è brutto, ma così è proprio desolante. Par d'essere capitati nel corso di una post-apocalisse.

In realtà è molto peggio, almeno dopo un'apocalisse ti puoi arrangiare come credi.

10 luglio 2017

Ulteriori Robot



Allora, la terra è stremata, devastata da un'invasione di robot alieni. Morte e distruzione ovunque, come da manuale.
Sono robot programmati per uccidere, lucidi esoscheletri a metà tra Terminator e i pezzi del meccano, tenuti insieme da matasse di cavi elettrici colorati. Impazzano sul nostro povero pianeta come orde di studenti americani ubriachi in una città d'arte.

05 luglio 2017

Letture estive: Hyperion


Vorrei consigliare un romanzo che ho finito da qualche giorno. In questo momento non ce l'ho sottomano, non posso fotografarlo magari con tazzina del caffè e zampirone a fianco, così mi devo accontentare di una banale immagine presa da Google, ma davvero ne vale la pena.
Sempre se piace il genere: fantascienza.

08 giugno 2017

C'è nessuno?


E niente, non riesco ad abbandonare questo posto una volta per tutte. Ogni volta mi dico: ora basta, cancello il blog e vado avanti solo con Facebook.
Dopo un po' Blogger inizia a chiamarmi con la sua vocina stridula, diventando sempre più insistente. Alla fine devo prestargli attenzione sennò non mi dà tregua, rischiando di farmi impazzire.

Situazione attuale: statica, pigra, poca voglia di scrivere anche se ci penso di continuo. Facebook mi ha esaurita, Twitter pure. Solo Reddit continua a darmi delle soddisfazioni e infatti è il posto online dove passo più tempo. Ma lì contribuisco poco, preferendo fare la lurker.

Mi chiedo: sono diventata troppo vecchia per queste cose? Probabilmente sì, mi sa.


30 marzo 2017

Un bravo negro




Usciamo barcollando da casa di Matilde.
Anche se è già buio, ci siamo appena alzati da tavola, satolli.
Sono quasi le 17 di una fredda domenica d'inverno.
È stato uno di quei pranzi interminabili, abbiamo mangiato di tutto e bevuto di più.
Tanto di più.

24 marzo 2017

Allora, che mi dicevi di Camilleri?



«Camilleri si è tutelato.»
«Chi?»
«Camilleri, lo scrittore. Quello di Montalbano, dai.»
«Sì, certo. Che ha fatto?»
«Dicevo: si è tutelato.»

Faccio fatica a ricordarmi come siamo entrati nel discorso.
Faccio fatica a ricordarmi di quale discorso si tratti.
Faccio anche fatica a ricordarmi perché sia entrata nella sua stanza.

02 marzo 2017

Espedienti da lettrice: il metodo Pidocchio

Ho due sistemi per scegliere le mie letture.

Il primo, quello canonico, si basa sui miei interessi, gusti, suggerimenti di amici, blogger fidati, e via discorrendo.

Il secondo sistema invece è più raro, ma altrettanto valido e sovente foriero di soddisfazioni.

Lo chiamo il Sistema Pidocchio.


13 febbraio 2017

L'amico frikkettone: sei anni dopo

Non è vero che non scrivo più. Tutt'altro. Scrivo altrove, di altre cose. Meno personali, meno divertenti per me.
Ma la verità è che sono stressata e incasinata.
Cerco di visualizzare la mia vita in un'immagine unica: un enorme, gigantesco Tetris sgargiante, coi pezzi che cadono sempre più veloci.
Ciascun pezzo un capitolo di un'esistenza come tante, da cui non riesco a sfuggire nemmeno durante una fantasia diurna come questa che è sbocciata così, dio solo sa perché.
Un gesticolare nervoso mi riporta al presente.
Lui mi fissa impaziente, sta aspettando una riposta e io oso distrarmi.
«Impossibile» sentenzio.

08 gennaio 2017

Domenica mattina in libreria

Stamani mi sono fatta una passeggiata in centro con doverosa sosta in libreria, dove ultimamente la mia attenzione viene sempre catturata dalla sezione dei libri di cucina del momento, quelli più in voga, con i cuochi fighi.